გვიდო პერბოლი: წლის მწერალი

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გვიდო პერბოლი – წმინდა ილია მართლის (ჭავჭავაძის) გაზეთ „ივერიის“ სახელობის პროზა-პოეზიის საერთაშორისო პრემია – „ივერიის“ 2026 წლის ლაურეატი ნომინაციაში  „წლის მწერალი“

პროექტი ხორციელდება სრულიად საქართველოს კათოლიკოს-პატრიარქი, ცხუმ-აფხაზეთისა და ბიჭვინთის მიტროპოლიტი, უწმინდესი და უნეტარესი, ილია მეორის ლოცვა-კურთხევით. პროექტი ხორციელდება 2013 წლიდან

Dolce terra mia

Dolce terra mia,
madre di ogni mio verso,
vedo il tuo capo caparbio e fiero
alzarsi tra la miseria dell’agire
scomposto e volgare
di ombre senza cuore e deboli di mente.

Tu che nobile fosti di nascita
e dell’animo gentil fosti musa,
sei ora serva di mille padroni
dalla lingua sconosciuta.
Assisti inerme al baratto
delle tue vesti al trivio
dei bottegai del potere.

Ahi come è triste il destino
di chi ha sparso la luce della ragione
tra mille terre ed oltre i mari
quando le iene sono al comando!
Sguaiati latrati si odono tra le mura
dei tuoi nobili palazzi,
in attesa del prossimo vate
che conduca il gregge
al suo naturale destino, il macello.

La donna della domenica

Cammina veloce sotto i portici,
un sorriso fugace ad incorniciarne il viso.
Si guarda intorno, ma non osserva
le vetrine sgargianti del centro.
La sua mente vaga a quei momenti fugaci
poco prima, in una camera d’hotel.
Passione bruciante, promesse rubate,
sono i momenti di cui si nutre il suo amore,
i piccoli attimi di luce in una vita di ombre.

Perché questa è la vita dell’amante,
una vita di luce riflessa, senza il calore
di un cuscino caldo il mattino.
Come in uno specchio deformante,
la sua vita si dipana tra bugie e false speranze.
Quante volte quel sorriso ha nascosto il pianto
per dover essere sempre al margine,
sempre presente ad ogni minimo accenno
di quell’amore che la tiene incatenata.

Tutto si ripete in un ciclo infinito.
Quell’amante non sarà diverso dal marito
che l’attende nella sua casa vuota.
Quell’amante che le ripete che l’ama,
ma mai lascerà la sua casa.
Novello Pilato, lui si lava le mani del sangue
di quella donna che gli ha donato se stessa.
E lei attenderà in trepida attesa un cenno,
una chiamata, un saluto, che alimentino
le sue stupide illusioni d’innamorata.

Questo infine è l’amore:

una metà che divora l’altra per comodità.
Vivere di briciole come cane fedele,
essere alieno tra gli alieni, unica colpa
sentire i battiti del proprio cuore.
Ridi questa mattina, goditi l’attimo,
piccola gioia in un oceano di niente.

Nella moltitudine delle mie solitudini

Tu mi chiedi:
sei solo?
E il tuo sguardo è una lama
che trafigge il mio silenzio.

Mi accusi

come se il silenzio fosse un peccato,
come se la mia bocca custodisse
un frutto proibito che ti spetta.

Credi che io sia

altero,
carico di desideri che ho gettato
nella polvere dell’esistenza.
Ma io non so
a quale solitudine appartengo,
perché in me abitano
moltitudini.
Un villaggio di ombre e di colori,
di mani che mi sfiorano,
di voci che mi abbracciano
senza che io debba uscire
dal labirinto dolce
della mia follia.

È nell’eco dei silenzi,
negli abissi delle paure
che cerco la forma dell’amore.
Quello che l’umanità
ha negato alle mie mani
perché straniero nella mia terra.

E allora benedico
le moltitudini delle mie solitudini.
Mi mostrano il profumo della luce,
il sapore dell’oscurità.
Mi offrono la brace nascosta
che arde sotto la pelle,
per incendiare ancora mente e cuore.

Ed infine ti sazierai della mia carne.

I bambini

Lasciate giocare i bambini
nei parchi e nelle strade
senza giudicare le regole strambe
che creeranno dal nulla o incatenare
la loro voglia di plasmare un sogno.

Lasciate gridare i bambini,
fate scemare le loro urla
tra i colori del tramonto.
Urla di gioia o rabbia,
lontane da ogni tristezza o rassegnazione.

Lasciate cadere i bambini,
sbrecciarsi ginocchia ed amor proprio,
arrancare nella polvere per rialzarsi,
rendersi forti delle loro debolezze,
mutare ogni giorno per rimanere se stessi.

Lasciate vivere i bambini,
salpare le loro barche di carta
tra le tempeste della vita,
andare oltre i limiti di chi li ha preceduti,
cercare un approdo per i loro sogni.

გვიდო პერბოლი